sabato 10 gennaio 2026

Ad ogni azione corrisponde una conseguenza


Quello che forse gli ucraini non hanno capito è che a ogni azione da loro commessa (quasi sempre di carattere terrorista), corrisponde una conseguenza che arriva dalla Russia. Se gli ucraini attaccano il ponte che collega la Russia alla Crimea, la Russia risponde, se gli ucraini attaccano le infrastrutture civili, la Russia risponde in maniera ancora più forte, se gli ucraini attaccano i civili con l'intento di fare un massacro (come è avvenuto molte volte dal 2014), la Russia risponde senza precedenti. 
Nell'episodio di qualche giorno fa' del "The Tonight Show da Kiev" il clown Zelensky ha deciso di attaccare una delle residenze di Putin, e la Russia ha dunque deciso di rispondere attaccando la regione di Leopoli, che è non è mai stata colpita come le regioni del Donbass o nel confine orientale dal conflitto. In questa regione c'è una grande concentrazione di nazionalisti che vedono la popolazione di lingua russa come cittadini di serie B, ed è anche una delle regione da cui vengono più profughi di guerra (da una regione in cui la guerra non è mai arrivata, c'erano ovviamente secondi fini e la guerra era una scusante).

Dopo l'attacco nella regione di Lvov (così si chiama Leopoli in russo), gli ucraini hanno deciso di fare le vittime sui social, chiedendo l'aiuto ai leader europei di aiutarli ad alimentare la guerra nucleare con la Russia (forse non hanno ben capito contro chi stanno andando). Personalmente sembrano i momenti in cui gli israeliani chiedono l'aiuto agli americani per aiutarli a proseguire il genocidio del popolo Palestinese (a cui gli USA non potranno mai sottrarsi).

Il discorso è che il mondo occidentale di pensiero europeista, che la Russia sta perdendo la guerra, ma se invece decidessimo di vedere le mappe aggiornate sulle conquiste dell'esercito Russo (che non vengono e verranno mai mostrate sulla Rai o Sky TG24), allora inizieremmo a mettere in dubbio la narrativa occidentale (che tra l'altro ci descrive come un paese come un paese estremamente sottosviluppato in cui l'automobile non è mai arrivata così come l'elettricità quando invece, grazie alla cooperazione multipolare, sta sviluppando sempre più relazioni economiche e diplomatiche con sempre più paesi), ma d'altronde non è quello che in nostri carissimi capi di stato vorrebbero per noi, piuttosto preferiscono vederci schierati con l'Ucraina e la guerra mondiale, ma sempre meno persone si stanno schierando con questo asse guerrafondaio che non fa nessun interesse del popolo europeo.

mercoledì 7 gennaio 2026

Infine arrivano i pirati. Il caso della “Marinera”



Nella giornata di oggi, mentre il mondo continua a reagire agli eventi gravissimi degli ultimi giorni, un nuovo episodio ha confermato fino a che punto gli Stati Uniti siano disposti a spingersi pur di imporre la propria volontà: il sequestro della petroliera russa Marinera.

Parliamoci chiaro fin da subito: quello che è avvenuto è pirateria. Non è un'applicazione di sanzioni o un operazione di sicurezza. Pirateria, punto.

La Marinera, nave battente bandiera russa, è stata bloccata e sequestrata in mare aperto dalle forze statunitensi con il pretesto del rispetto delle sanzioni unilaterali imposte da Washington. Sanzioni che, è bene ricordarlo, non sono state approvate dall’ONU e quindi non hanno alcun valore universale nel diritto internazionale. Gli Stati Uniti, ancora una volta, si arrogano il diritto di decidere chi può commerciare, come e con chi, imponendo la propria volontà con la forza.

Il punto centrale è uno: nessun paese ha il diritto di sequestrare una nave straniera in acque internazionali sulla base delle proprie leggi interne. Farlo significa trasformare il mare in una zona sotto controllo militare di una singola potenza. Significa dire apertamente che la sovranità degli altri Stati non conta nulla.
La Russia ha giustamente condannato l’atto, definendolo illegale e contrario al diritto del mare, e ha ragione. Se oggi si accetta che una petroliera russa possa essere abbordata perché agli Stati Uniti non piace il carico o la destinazione, domani potrà accadere a qualunque altro paese che non si allinea agli interessi di Washington.

Questo episodio non è isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio:
• Invasione del Venezuela.
• Rapimento di un capo di Nicolás Maduro e Cilia Flores.
• Minacce contro Iran, Cuba, Groenlandia, Messico e Colombia.
• Uso sistematico della forza economica e militare come strumento di dominio.

Gli Stati Uniti non stanno difendendo alcun “ordine internazionale”. Stanno imponendo il loro ordine, basato sulla legge del più forte e quando questa logica arriva al mare, quando si passa all’abbordaggio di navi straniere, allora il confine è superato.

Chiamare tutto questo “pirateria” non è una provocazione: è una presa di posizione politica e morale, è rifiutare la normalizzazione di questo tipo di pratiche che, se messe in atto da qualsiasi altro paese, verrebbero immediatamente definite atti ostili o aggressioni.

Il mondo multipolare nasce anche da qui: dal rifiuto di accettare che una sola potenza possa decidere cosa è lecito e cosa no, chi può commerciare e chi deve essere punito. Il caso della Marinera è un segnale pericoloso, ma anche chiarissimo: l’imperialismo statunitense non si ferma davanti a nulla.

[VIDEO] Venezuela e Groenlandia. Fino a dove si spinge l'imperialismo americano?


Per la prima volta ho deciso di fare un video dove ci metto la faccia.

Parleremo dell'imperialismo americano legato agli eventi che sono avvenuti negli ultimi giorni: dall'invasione del Venezuela e il rapimento di Maduro alla possibile occupazione ed invasione della Groenlandia.


Buona visione!

lunedì 5 gennaio 2026

Trump punta alla Groenlandia (di nuovo)


Dopo i tragici avvenimenti degli ultimi tre giorni, ovvero l'invasione del Venezuela e il rapimento del presidente Nicolás Maduro, Trump ha continuato a minacciare altri paesi, tra cui il Messico, l'Iran, la Colombia, Cuba e la Danimarca. 

Le motivazioni a questo giro sarebbero varie e tra le quali ci sono: per il Messico ci sono accuse di narcotraffico (in poche parole Trump ha definito la presidente Sheinbaum "una persona fantastica, ma che si deve dare una regolata"), per l'Iran sarebbero le proteste che sembrano supportate da Israele e il Mossad, per la Colombia ci sarebbero delle accuse (infondate) di narcotraffico e produzione di narcotici nei confronti del presidente Gustavo Petro, per Cuba c'è una minaccia di un'invasione (visto che Trump ha affermato che ormai non ci sono più soldi) e dulcis in fundo torna la minaccia di un'invasione della Groenlandia, che a quanto pare, a detta di Trump, giocherebbe un ruolo estremamente strategico nella regione e il controllo dell'isola è "necessario per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, a causa della circolazione di navi russe e cinesi nei pressi della Groenlandia", le motivazioni però sarebbero piuttosto legate ai giacimenti di risorse naturali che si potrebbero trovare nel sottosuolo dell'isola.

Inoltre Trump continua a minacciare il Venezuela e la presidente ad interim, inaugurata proprio ieri, Delcy Rodriguez, e che se non avrebbero fatto "la cosa giusta" ne avrebbero pagato le conseguenze. Per "cosa giusta" Trump intende dargli "in gestione" il paese per poterlo colonizzare, instaurare un governo fantoccio e rubare le risorse naturali venezuelane. La presidente ad interim ha confermato che non si piegheranno alle minacce di Trump e che continueranno a proteggere il paese dall'imperialismo americano e a richiedere il rilascio del presidente Maduro e della sua consorte.

Per quanto riguarda la Groenlandia, Trump non sembra voler demordere, infatti punta ad invaderla per colonizzarla per "motivi di sicurezza nazionale". Il governo danese ha detto che Trump dovrebbe ritirare le minacce ed aprirsi al dialogo, mentre il governo Groenlandese ha dichiarato che non vuole essere dipendente da nessuno e che "la Groenlandia appartiene al popolo Groenlandese", condannando quindi le dichiarazioni Trumpiane. In un'eventualità di un attacco e un invasione statunitense della Groenlandia, dato che è un territorio dipendente dalla Danimarca, vorrebbe dire che gli Stati Uniti attaccherebbero un paese membro dell'UE e della NATO (entrambe le organizzazioni non hanno condannato l'attacco terroristico, l'invasione del Venezuela e il rapimento del Presidente Maduro e di sua moglie) e mi chiedo dunque se condanneranno fermamente gli eventuali attacchi, o rimarranno di nuovo "neutrali", o meglio ipocriti come dopo i tristi eventi avvenuti negli scorsi giorni in Venezuela. Personalmente credo che un'aggressione armata contro la Groenlandia verrà probabilmente condannata ma solo perché la Danimarca è stato membro di UE e NATO, altrimenti avrebbero riservato al paese nordico lo stesso trattamento del Venezuela.

La mia speranza è che queste tensioni (o meglio minacce di guerra) si possano risolvere senza un conflitto armato, ma purtroppo, vedendo (di nuovo) la violenza dell'imperialismo statunitense, sono piuttosto pessimista.

sabato 3 gennaio 2026

L'invasione Statunitense del Venezuela è una minaccia senza precedenti



Partiamo dal presupposto che avrei voluto postare questo post nella giornata di ieri, ma dato lo shock e il disappunto che ho provato dopo gli eventi avvenuti, ho pensato che sarebbe stato giusto aspettare almeno un giorno. 

Ieri gli Stati Uniti d'America, sotto la guida di Donald Trump (ricordiamo che in passato si è autoproclamato "The Peace President"), hanno invaso il Venezuela Bolivarista e rapito (perché non si può definire in altro modo) il Presidente legittimamente eletto dal popolo Nicolás Maduro e la sua consorte, i quali nella giornata di oggi (4 gennaio 2026), sono stati rinchiusi in un centro detentivo a Brooklyn, New York. Questo atto di terrorismo e pirateria è stato fermamente condannato da Russia, Cina, Brasile e Corea Popolare, i quali hanno aspramente criticato le azioni terroriste del governo Trumpiano statunitense e hanno richiesto l'immediato rilascio del Presidente (legittimo ed eletto dal popolo del Venezuela) Nicolás Maduro e della sua consorte Cilia Flores.

Gli eventi di ieri, 4 gennaio 2026, hanno sconvolto il mondo, visto che mai nella storia moderna non si era visto un rapimento di un capo di stato di un paese sovrano, da parte di un altro governo. Le motivazioni che hanno spinto Trump ad invadere e bombardare il Venezuela (uccidendo civili che dormivano, ricordiamo che gli eventi sono accaduti dopo la mezzanotte Venezuelana) e rapire il presidente Maduro sono legate ad un presunto narcotraffico in cui era coinvolto il Presidente Venezuelano, ma come molte persone iniziano a intuire le motivazioni sono ben altre, legate soprattutto alle grandi riserve di petrolio che giacciono nelle terre Venezuelane.

Questo atto è stato illegale, non solo per il diritto internazionale, ma anche per la legge statunitense. Infatti per questo tipo di operazione sarebbe necessaria l'approvazione da parte del Congresso degli Stati Uniti, ma invece è stato tenuto allo scuro.

L'ONU ha condannato l'accaduto, descrivendo l'attacco terroristico e il rapimento di Maduro come una "gravissima violazione del diritto internazionale". Il governo del Venezuela, attualmente sotto guida del Presidente ad interim Delcy Rodriguez (come ordinato dal Tribunale del paese), ha denunciato l'accaduto all'ONU, domandando il rilascio immediato del Presidente Maduro e di sua moglie. In seguito anche la Russia ha denunciato all'ONU gli atti di terrorismo e imperialismo degli Stati Uniti.

Trump, durante una conferenza stampa tenuta ieri a Mar-a-lago, ha annunciato che "vuole governare il Venezuela" per trasferire il potere dal legittimo Presidente e governo ad una marionetta Trumpiana, come per esempio il premio nobel per la "pace", Maria Corina Machado (quest'ultima ha più volte detto di voler far diventare il Venezuela un paese schiavo dell'imperialismo degli Stati Uniti, avvicinarsi ad Israele, privatizzare le imprese petrolifere e farle gestire da imprese americane). Trump ha inoltre detto che vuole riprendersi il petrolio rubato dal Venezuela, affermazione falsa e fatta senz'alcun fondamento visti che il paese Bolivarista non ha rubato il petrolio a nessuno. 

Una cosa è ovvia, Trump non sta combattendo una guerra contro i cartelli, ma vuole una sola cosa: il petrolio. Questo perché in Venezuela c'è circa un quinto dei giacimenti petroliferi del mondo intero (circa 303 miliardi di barili, per fare un paragone la Russia ne ha 80 miliardi e gli USA circa 45 miliardi). Donald forse non ha però ben compreso una cosa, il petrolio non è degli USA, ma appartiene al popolo del Venezuela, che oggi è sceso nelle piazze contro l'imperialismo Statunitense e richiedendo il rilascio immediato di Maduro.

Trump ha anche dichiarato di voler invadere anche il Messico, la Groenlandia (quindi la Danimarca, stato membro dell'Unione Europea) e altri paesi che probabilmente non gli stanno molto simpatici o hanno più risorse naturali degli USA.

Anche la marionetta ucraina Zelensky ha commentato così la cattura di Maduro: "Se possiamo andare a prelevare i dittatori, allora Trump sa quello che deve fare", ovviamente alludendo a rapire Putin, quando invece non sa che c'è solo un dittatore tra Zelensky, Maduro e Putin, ed è Zelensky, visto che ha un mandato presidenziale scaduto e ormai non rappresenta più il popolo ucraino e i suoi interessi (piuttosto rappresenta solo gli interessi del suo conto in banca).

Spero vivamente che il Venezuela possa tornare ad essere governato sotto la guida Bolivarista di Maduro e, che insieme alla sua consorte, possa tornare sano e salvo in patria. Gli USA devono essere condannati per questi atti di pirateria e terrorismo e non possono continuare a pensare di passarla franca con ogni azione illegale che commettono.

venerdì 2 gennaio 2026

Benvenuti

Cari amici,

con moltissima felicità vi dò il benvenuto su "Appunti Multipolari", questo mio nuovo progetto che ho deciso di creare per poter condividere alcuni miei pensieri, analisi politiche e argomenti legati alla storia,  che altrimenti andrebbero perduti, a proposito del mondo multipolare e di chi lo compone (con focus specifici su Russia, Cina popolare (RPC) e Corea Popolare (RPDC) ).

Tutto ciò di cui parlo arriva dalle mie esperienze vissute in prima persona o da alcune analisi da me condotte per poter arrivare alla verità (almeno quella che io considero la verità). Ho viaggiato in alcuni paesi che una volta componevano l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), vedendo come i paesi che hanno scelto l'imperialismo pro-NATO / USA / UE vivono ora in condizioni estreme di degrado, mentre quelli che hanno scelto la via del multipolarismo e della pace ora vivono un periodo di splendore, caratterizzato da un massiccio sviluppo culturale ed economico.

Su questo blog posterò tutto ciò che mi passerà per la testa, ringrazio quindi in anticipo tutti coloro che hanno deciso di seguirlo.


A presto,

Christian






Ad ogni azione corrisponde una conseguenza

Quello che forse gli ucraini non hanno capito è che a ogni azione da loro commessa (quasi sempre di carattere terrorista), corri...