lunedì 5 gennaio 2026

Trump punta alla Groenlandia (di nuovo)


Dopo i tragici avvenimenti degli ultimi tre giorni, ovvero l'invasione del Venezuela e il rapimento del presidente Nicolás Maduro, Trump ha continuato a minacciare altri paesi, tra cui il Messico, l'Iran, la Colombia, Cuba e la Danimarca. 

Le motivazioni a questo giro sarebbero varie e tra le quali ci sono: per il Messico ci sono accuse di narcotraffico (in poche parole Trump ha definito la presidente Sheinbaum "una persona fantastica, ma che si deve dare una regolata"), per l'Iran sarebbero le proteste che sembrano supportate da Israele e il Mossad, per la Colombia ci sarebbero delle accuse (infondate) di narcotraffico e produzione di narcotici nei confronti del presidente Gustavo Petro, per Cuba c'è una minaccia di un'invasione (visto che Trump ha affermato che ormai non ci sono più soldi) e dulcis in fundo torna la minaccia di un'invasione della Groenlandia, che a quanto pare, a detta di Trump, giocherebbe un ruolo estremamente strategico nella regione e il controllo dell'isola è "necessario per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, a causa della circolazione di navi russe e cinesi nei pressi della Groenlandia", le motivazioni però sarebbero piuttosto legate ai giacimenti di risorse naturali che si potrebbero trovare nel sottosuolo dell'isola.

Inoltre Trump continua a minacciare il Venezuela e la presidente ad interim, inaugurata proprio ieri, Delcy Rodriguez, e che se non avrebbero fatto "la cosa giusta" ne avrebbero pagato le conseguenze. Per "cosa giusta" Trump intende dargli "in gestione" il paese per poterlo colonizzare, instaurare un governo fantoccio e rubare le risorse naturali venezuelane. La presidente ad interim ha confermato che non si piegheranno alle minacce di Trump e che continueranno a proteggere il paese dall'imperialismo americano e a richiedere il rilascio del presidente Maduro e della sua consorte.

Per quanto riguarda la Groenlandia, Trump non sembra voler demordere, infatti punta ad invaderla per colonizzarla per "motivi di sicurezza nazionale". Il governo danese ha detto che Trump dovrebbe ritirare le minacce ed aprirsi al dialogo, mentre il governo Groenlandese ha dichiarato che non vuole essere dipendente da nessuno e che "la Groenlandia appartiene al popolo Groenlandese", condannando quindi le dichiarazioni Trumpiane. In un'eventualità di un attacco e un invasione statunitense della Groenlandia, dato che è un territorio dipendente dalla Danimarca, vorrebbe dire che gli Stati Uniti attaccherebbero un paese membro dell'UE e della NATO (entrambe le organizzazioni non hanno condannato l'attacco terroristico, l'invasione del Venezuela e il rapimento del Presidente Maduro e di sua moglie) e mi chiedo dunque se condanneranno fermamente gli eventuali attacchi, o rimarranno di nuovo "neutrali", o meglio ipocriti come dopo i tristi eventi avvenuti negli scorsi giorni in Venezuela. Personalmente credo che un'aggressione armata contro la Groenlandia verrà probabilmente condannata ma solo perché la Danimarca è stato membro di UE e NATO, altrimenti avrebbero riservato al paese nordico lo stesso trattamento del Venezuela.

La mia speranza è che queste tensioni (o meglio minacce di guerra) si possano risolvere senza un conflitto armato, ma purtroppo, vedendo (di nuovo) la violenza dell'imperialismo statunitense, sono piuttosto pessimista.

Ad ogni azione corrisponde una conseguenza

Quello che forse gli ucraini non hanno capito è che a ogni azione da loro commessa (quasi sempre di carattere terrorista), corri...